Il centralino virtuale è uno degli investimenti più concreti che una PMI può fare per lavorare meglio: le chiamate arrivano ovunque ci sia un collaboratore, dall’ufficio allo smartphone, e non serve più un armadio con l’hardware in sede. Da quest’autunno c’è un motivo in più per valutarlo: il Voucher Cloud & Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) lo inserisce espressamente tra le spese finanziabili, con un contributo a fondo perduto del 50%.
In questa guida trovi cosa prevede il bando, cosa puoi finanziare, cosa è escluso e quali sono le date da segnare in calendario.
Il Voucher in sintesi
| Nome ufficiale | Voucher Cloud & Cybersecurity (MIMIT) |
| Contributo | 50% a fondo perduto, fino a 20.000 € per beneficiario |
| Piano di spesa minimo | 4.000 € (contributo minimo 2.000 €) |
| Chi può chiederlo | PMI e lavoratori autonomi di tutta Italia |
| Dotazione | 150 milioni di euro, di cui 71.065.813,34 € riservati a Mezzogiorno e Abruzzo |
| Precompilazione | Dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 |
| Invio domanda | Dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027 |
| Criterio | Sportello: ordine cronologico di invio, fino a esaurimento fondi |
Il centralino virtuale è davvero una spesa ammessa?
Sì. Il voucher divide le spese in cinque categorie: hardware per la cybersecurity, software per la cybersecurity, servizi cloud IaaS e PaaS, servizi cloud SaaS e servizi professionali di configurazione e supporto. Nella categoria dei servizi cloud SaaS il decreto elenca, oltre a contabilità, gestione del personale, ERP ed e-commerce, i CRM inclusi i servizi di collaborazione e il centralino virtuale (UCC e PABX).
In pratica rientrano le piattaforme di comunicazione unificata: centralino in cloud, app per chiamare dallo smartphone, chat, videoconferenze e integrazioni con il CRM aziendale.

Chi può richiedere il voucher
Possono accedere le PMI e i lavoratori autonomi con sede in tutta Italia. Al momento della domanda servono alcuni requisiti:
- Connessione internet da almeno 30 Mbps in download: serve un contratto di connettività attivo con questa velocità minima.
- Impresa regolarmente costituita e attiva, non in liquidazione o sottoposta a procedure concorsuali.
- Assicurazione contro i rischi catastrofali: l’impresa deve essere in regola con l’obbligo previsto dalla legge 213/2023.
- Regime de minimis: il contributo rientra nel tetto degli aiuti de minimis (300.000 € nell’arco di tre anni).
C’è poi un requisito che riguarda il fornitore: i servizi devono essere acquistati da un soggetto iscritto nell’elenco dei fornitori abilitati tenuto dal Ministero, pubblicato il 29 luglio 2026. Un centralino comprato da un fornitore fuori elenco non è finanziabile.
Quanto puoi ottenere: due esempi
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un piano di spesa minimo di 4.000 € e un contributo massimo di 20.000 €.
- Piano da 4.000 € (il minimo): contributo di 2.000 €.
- Piano da 40.000 € o più: contributo di 20.000 €, il massimo previsto.
Il centralino può far parte di un piano più ampio, insieme per esempio a firewall, backup in cloud o altri software gestionali. I servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto sono ammessi, ma non possono superare il 30% del piano di spesa e devono essere collegati alle altre voci.
Abbonamento o acquisto: come funziona per il centralino
Il bando prevede due modalità, e per un centralino virtuale la più comune è l’abbonamento.
- Abbonamento: la durata minima è di 24 mesi. Sono ammessi i canoni dei primi 24 mesi, anche se il contratto dura di più. Il contratto va firmato entro 30 giorni dalla concessione del contributo.
- Acquisto diretto: la spesa va completata entro 12 mesi dalla concessione.
Cosa NON è finanziabile
Il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 esclude alcune spese che nei piani per la telefonia compaiono spesso. Non sono ammessi:
- soluzioni con prestazioni analoghe a quelle già in uso: se hai già un centralino in cloud con le stesse funzioni, sostituirlo con uno equivalente non basta;
- l’aggiornamento di versione di un prodotto già posseduto, a meno che porti un miglioramento sostanziale, per esempio nuove funzioni di automazione o intelligenza artificiale;
- l’estensione di una licenza esistente o l’aumento del numero di utenti e postazioni;
- l’hardware generico, la formazione e la consulenza che non si traduce in un’implementazione;
- qualsiasi spesa sostenuta prima dell’invio della domanda, acconti compresi.
Il caso tipico ammesso è quindi il passaggio da un centralino tradizionale in sede a un centralino virtuale, oppure l’adozione di una soluzione più avanzata di quella attuale.
Le date e la procedura
- Precompilazione, dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026. Si accede alla piattaforma con SPID, CNS o CIE, si compila la domanda, si caricano gli allegati e si firma digitalmente. Al termine viene rilasciato un codice di predisposizione.
- Invio, dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027. Con il codice si invia la domanda e si ottiene il codice unico di progetto (CUP), da riportare su fatture e documenti.
- Istruttoria: il Ministero valuta le domande entro 60 giorni dall’invio.
- Erogazione: in un’unica soluzione a fine progetto oppure in due quote, la prima dopo aver realizzato almeno il 50% del piano e non prima di tre mesi dalla concessione.
Le domande sono esaminate in ordine cronologico di invio, fino a esaurimento dei fondi. Per questo conviene preparare il piano di spesa già in fase di precompilazione ed essere pronti a inviare dal primo giorno utile. Per le imprese abruzzesi c’è anche la riserva di oltre 71 milioni di euro destinata ai piani realizzati nel Mezzogiorno e in Abruzzo.
Sonicatel: centralino virtuale e connessione, un unico interlocutore
Sonicatel risulta iscritta nell’elenco dei fornitori abilitati MIMIT.
Con Sonicloud offriamo alle aziende un centralino in cloud basato sulle piattaforme dei nostri partner Wildix e 3CX. Puoi chiamare e rispondere dall’ufficio, dal computer o dallo smartphone con le app per iOS e Android, e integrare la telefonia con Microsoft Teams senza bisogno di telefoni proprietari. La piattaforma gestisce code di chiamata, report avanzati, live chat sul sito e l’integrazione con WhatsApp Business.
C’è poi un aspetto che molti sottovalutano: senza una connessione da almeno 30 Mbps il voucher non si può chiedere. Sonicatel è un operatore abruzzese e porta la connettività anche dove la fibra non arriva, con la fibra business e la connessione wireless FWA sulla nostra rete di proprietà.
Vuoi capire se il tuo progetto di centralino rientra nel voucher? Visita la pagina Voucher 2026 e richiedi una consulenza, oppure chiamaci al numero verde 800 125 731: verifichiamo insieme requisiti, connettività e piano di spesa prima dell’apertura dello sportello.